Yoga e pranayama per i coaches area pro 2020

Yoga e pranayama per i coaches area pro 2020

Sabato 7 settembre 2019 si è svolto presso il palazzetto dello sport di Piossasco uno stage di yoga diretto da Alessandro Consoli riservato agli allenatori.
Le tecniche di respirazione Yoga sono inserite nel programma di preparazione fisica delle squadre giovanili e senior e sperimentate già da due anni in alcuni gruppi di allenamento con grandi benefici.
L’istruttore yoga Alessandro Consoli rientra a pieno titolo nell’organico dello staff tecnico di Area Pro 2020 e gli allenatori hanno provato direttamente gli effetti, difficoltà e semplicità nell’utilizzo diaframmatico e polmonare finalizzato alla gestione della respirazione ed al controllo dello stress nei momenti di tensione…a volte provare per credere prima di farlo eseguire ai ragazzi!!

Complimenti a tutti coloro che hanno partecipato allo stage di conoscenza del proprio corpo.

Alessandro Consoli

Yoga e basket, insolito connubio

Che c’entra lo yoga col basket? Apparentemente nulla, ma per Vittorio Mattioli, preparatore fisico della Fortitudo Bologna per 10 anni, i benefici degli asana per gli atleti sono parecchi: «Chi gioca a basket ha caratteristiche fisiche molto diverse da quelle richieste in altre discipline. La componente fisica “di forza” deve essere costantemente stimolata, mantenendo buoni livelli di elasticità e tenuta, soprattutto in situazioni limite dal punto di vista articolare e biomeccanico. L’alternanza fra stati di forte attivazione muscolare e pause di decontrazione caratteristica del basket è l’elemento che rende questi atleti bisognosi di una perfetta efficienza del sistema neuromuscolare e del meccanismo propriocettivo. Gli esperti del settore considerano il basket uno sport molto traumatico. E proprio per questi motivi si rivela utile un’alleanza con lo yoga».

Mattioli ha utilizzato lo yoga in 3 differenti modalità: «Primo, posizioni capovolte come ad esempio Sarvangasana (Posizione della Candela). In questo modo il  diaframma è stimolato a lavorare contro gravità, promuovendo una maggiore elasticità ed effetti notevoli in termini di recupero muscolare post allenamento e di benefici psicologici anti-ansia. Queste pratiche sono indicate alla fine degli allenamenti di squadra. Secondo, i cicli dinamici dell’ashtanga yoga, usati nelle fasi iniziali dei lavori fisici e tecnici come preparazione del corpo a stimoli d’intensità elevata. Terzo, brevi lavori di asana e pranayama nei giorni successivi agli impegni, per la rimozione di tossine e dello stress. Nel periodo precedente a lle Olimpiadi di Atene, superata la diffidenza iniziale, gli atleti richiedevano espressamente e personalmente assistenza nello yoga, perché sentivano con chiarezza il bisogno dei benefici di questa pratica. Inoltre, lo yoga è servito non solo per migliorare i tempi di recupero fra un impegno agonistico e un altro, ma anche per ottimizzare gli effetti del jetlag e della permanenza in posizione seduta per molte ore, come spesso accadeva nei frequenti spostamenti in aereo».

Fonte: Yoga Journal 

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